Le tre tavole del Beato Bertrando sono opera di autore sconosciuto, già attribuite al Maestro dei Padiglioni.

In questi dipinti si avverte un buon livello stilistico di cui si ammira la resa realistica improntata ancora del linguaggio pittorico del tardo gotico, meno raffinato rispetto a quello della tavola ancora di matrice vitalesca.

Vengono narrati con sapore novellistico alcuni episodi della vita del Bertrando.

La realtà che rappresentano è quella degli inizi del secolo XV.

L'abbigliamento dei personaggi raffigurati: vesti e accessori ecclesiastici, civili, militari sono conformi alla moda del periodo compreso tra il 1425-1450, e si considerano significativi ai fini della datazione.

Tutte le scene sono contraddistinte da un fondo scuro, una specie di effetto notturno, in cui risaltano impianti compositivi prospetticamente ingenui.

Le tavole del maestro dei Padiglioni, attribuite alla seconda metà del secolo XIV, sono opera di un pittore seguace di Vitale da Bologna, che viene denominato Maestro dei Padiglioni poiché è stato inizialmente considerato parte di un grande altare dedicato a San Nicolò, insieme alle tre tavole dedicate alla vita del Bertrando, ma la maggioranza della critica distingue in due mani e di due periodi diversi le opere.